storie inutili

giovedì, 17 luglio 2008

rumbe e rivoluzioni


scritto da: skalo alle ore 19:24 | link | commenti
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sabato, 12 luglio 2008

nuove pubblicazioni

In rete,precisamente nei siti dove si vendono libri,dvd,cd: ibs.it,libreriauniversitaria.it, webster,ecc è già in vendita, nonostante l'uscita prevista nelle librerie sia più o meno la prima settimana di settembre, "L'Insolita Rumba",  pubblicato da ISBN editore, dinamica casa editrice diretta da Massimo Coppola. E' il mio primo romanzo.Anche se non è un esordio,in passato ho pubblicato dei racconti, autoproduzioni molto autarchiche......e anarchiche. Per la storia che ho voluto raccontare sono sicuro che invece ISBN editore sia la giusta dimensione editoriale e di distribuzione. Non ne ho scritto finora sul blog e credo che difficilmente riprenderò quest'argomento, almeno fina all'uscita nelle librerie. Poi questo spazio non ha nessuna finalità, nemmeno promozionale....

scritto da: skalo alle ore 20:40 | link | commenti (5)
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martedì, 08 luglio 2008

Ladro poeta e vagabondo

Dei circa trentatraquattro anni che si conoscono della vita di Francois Villon, molti li ha passati nelle carceri della francia del quattrocento.
Nasce a Parigi nel 1431 da un umile famiglia e la morte del padre rende ancora piu precaria la sorte della vedova e del bimbo. Come d'uso allora la vedova lo affida ad un religioso, molto colto, Guillaume de Villon, che lo farà studiare fino a ricevere il "bachelier" nel  1449 e il "dottorato" in  arti nel 1452. Ma ben presto si allontana dagli ambienti accademici e si intrufola sempre più nelle taverne, si da al furto con amici con pochi scrupoli. Fino a che durante una rissa ferisce mortalmente Philippe Sermoise. Gli riconoscono la legittima difesa ma lascia parigi per Anjou aspettando il verdetto finale. E chiaro che si procurera da vivere, nel frattempo, continuando a compiere misfatti. Si unisce alla banda dei "Coquillard" che operava in molte province della francia , poi all'inizio del 1456 riceve la lettera con l'assoluzione e puo rientrare a Parigi. Ma già alla fine dell'anno deve fuggire ancora perche accusato di furto con scasso al collegio de Navarra . Fino allora Villon non aveva scritto grandi cose :qualche ballata, pezzi di circostanza per scherzare con gli amici e conquistare qualche amore. L'ispirazione gli viene dopo aver letto la poesia francese dei secoli precedenti e riprende, rinnovandola, l'antica tradizione del Congè  , ma intanto la sua giovane vita era un entrare e uscire dalle galere, un errare per tutta la francia , senza meta, senza un senso , e nel corso di questi anni erranti scrive le piu emozionanti opere : La ballade du concours de Blois, le debat du cuer e du corp  de Villon, ed è sempre nascosto, fuggiasco, CLANDESTINO, quando scriverà l'opera piu importante non solo del medioevo della letteratura francese:"I Testamenti".
Rientrato a Parigi dopo un'ennesima grazia ,ritrova i suoi vecchi amici e riprende la sua vita da ladro  e rissaiolo fino all'arresto e la condanna del 1463......poi di lui non si sa piu nulla.
E' proprio in quei giorni, convinto di essere condannato all'impiccagione scriverà questo "Epitaphe" o "Ballade du pendu" forse la poesia più famosa di Villon. che ha ispirato una canzone di De Andrè (la ballata degli impiccati) dal disco "tutti morimmo a stento".
Ciò che mi ha colpito fin dalla prima lettura di questa poesia è la visione anticipata di questa morte imminente, sembra aver provato , attraverso quei terribili dettagli , le trasformazioni del corpo appeso alle intemperie e ci parla.
La dedico a tutti quelli che si sentono cosi impiccati d leggerla tutta, fino in fondo.

                               L'Epitafhe Villon

Freres humains qui apres nous vivez
n'ayez les cuers contre nous endurcis,
car, si pitiè de nous povres avez
Dieu en aura plus tost de vous mercis
vous nous voiez cy attachez cinq, six:
Quant de la chaire, que trop avons nourrie
elle est de longtemps devorèe et pourrie
et nous, les os, devenons cendre et pouldre.
De nostre mal personne ne s'en rie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre

Si Freres vous clamons , pas n'en devez
avoir desdaing, quoy que fusmes occis
par justice. Toutefois vous scavez
que tous hommes n'ont pas bon sens rassis;
excusez nous, puis que sommes transsis
Envers le fils de la Vierge Marie,
que sa grace ne soit pour nous harie;
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre!

La pluye nous a debuez et lavez
et le soleil dessechiez et noircis;
Pies, corbeaulx,nous ont les yeux cavez,
et arrachiè la barbe et les sourcis.
Jamais nul temps nous ne sommes assis
puis ca puis là, comme le vent varie,
a son plaisir sans cesser nous charrie
plus becquetez d'oiseaux que dez a coudre
ne soiez donc de notre confraire
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre

Prince Jhesus, qui sur tous a maistrie
garde qu'enfer n'ait de nous seigneurie
a luy n'ayons que faire ne que souldre
Hommes, icy n'a point de mocquerie
Mais priez Dieu que tous nous vueille absouldre

scritto da: skalo alle ore 19:12 | link | commenti (7)
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mercoledì, 02 luglio 2008

dis/ Integrati


scritto da: skalo alle ore 18:51 | link | commenti (2)
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domenica, 29 giugno 2008

sto incazzato

Al cospetto di quest'epoca siamo tutti annichiliti. Ci siamo arresi. Siamo sprofondati "nel gorgo, muti" come ebbe a prevedere il poeta, neanche tanto tempo fa. E nessuno gli diede retta, indaffarati a ricostruire questa provincia dell'impero, offendendo e violentando la sua natura,i suoi equilibri, la sua cultura. Adesso anche la sua storia. Noi sappiamo chi sono i colpevoli di questo scempio antropologico, seduti sulle macerie della loro civiltà ci dicono come sempre ciò che è bene e ciò che è male. Regalano brandelli di falsità assolute e spacciano droghe pesanti, ma pesanti davvero: il denaro , la tv ,l'esibizione dei fasti del potere e nuove mode culturali per le tribù di intellettuali organici, come la merda. E non è Kaos come potrebbe sembrare, no, è tutto calcolato, previsto, monitorato, funzionale al processo di accumulazione di profitto,e consenso....

scritto da: skalo alle ore 18:20 | link | commenti (9)
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domenica, 22 giugno 2008

Diario

Oggi è la "giornata del rifugiato" e l'italia è l'unico paese europeo a non avere una legge che salvaguardi i diritti sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti umani, anzi al contrario chi fugge dalla guerra , dalla miseria e dalla carestia causate dagli interessi dell'occidente viene accolto e rinchiuso nei CPT , orribili e disumane carceri per chi non ha commesso nessun delitto. Per un'analisi approfondita del significato di questa giornata rimando al post pubblicato sul blog "gonfievele blogspot.com" , il link è sulla destra del mio template insieme agli altri .

Per quanto riguarda questo blog invece copio direttamente da un mio taccuino ciò che ho scritto alla pagina del 31 dicembre 1999
..

Ho finito i fogli,il secolo ed il millennio, su questo quaderno che mi accompagna da più di vent'anni. Me li ha modulati.elaborati e mi piace rileggerlo e rappresentarlo in una sorta di "intima storicizzazione".E' un cosmico/globale dolìo che domina , mellifluo e sorridente, esce da sovrastrutture eccitate, ebbre, drogate, non ha lo sguardo folle o irrequieto, è rassicurante, sicuro,vincente come lo erano una volta i cavalli da corsa. Un percorso di autodistruzione soddis/fatta, un viaggio a ritroso nel più profondo anfratto delle molecole del mio corpo, una anatomia pre-mortem. Mi ha stufato.
Piuttosto voglio continuare a cercare altri modi e altri mondi, sfuggiti al ghigno beffardo della contemporaneità. L'ho visto  un altro mondo del resto: negli occhi di chi, comunque , si affaccia alla vita,nella speranza di chi si arrampica sul fianco di un barcone che attraversa tenace un mare ostile come gli uomini armati che vigilano le "sacre sponde", senza capire che non si può fermare ciò che nell'uomo è innato: viaggiare, capire,scoprire, migrare, conoscere, amare,sapere, cadere e rialzarsi, raggiungere il mare, attraversarlo, ricominciare da capo...........


scritto da: skalo alle ore 11:28 | link | commenti (20)
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sabato, 21 giugno 2008

Fine Discorso

       
              Trovate parole contorte per non farti rapire
             dal caldo torpore dello sguardo del mondo
              eccitato ed occluso
           come lo stomaco di mio fratello
        nell'infanzia umida e corrotta della mia specie.
              nei banchetti passati l'ebrezza del vino ritorna
              e non ha lo stesso colore
              e non ha lo stesso calore

scritto da: skalo alle ore 16:30 | link | commenti
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martedì, 17 giugno 2008

questa città

                 Vederti mi rattrista lo sguardo veloce:
             ritmo,suoni confusi, rumori ancestrali
                    è l'idea che rincorre la prassi
             su marciapiedi nudi nel rancore dell'alba

              e le mani non sanno toccare
          appese ad un filo d'incerto pudore
   raccolgono il vuoto della fermata del tram
        dell'ultimo tram
                poi ricomincia nel silenzio catodico
              nell'incedere ubriaco del mondo
         l'immenso, infinito,  ragliare degli uomini

scritto da: skalo alle ore 16:13 | link | commenti (8)
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lunedì, 16 giugno 2008

intifada


scritto da: skalo alle ore 00:57 | link | commenti (9)
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domenica, 15 giugno 2008

vittoria


scritto da: skalo alle ore 21:24 | link | commenti (1)
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