Indice ESORDI BIAGIO AUTIERI
Una rumba multietnica per i ragazzi di periferia
Sceglie una costruzione dall' andamento teatrale, Biagio Autieri, per il suo romanzo di «dizione»: con protagonisti che si alternano in primo piano, come inquadrati dall' occhio di bue, per un racconto al passato che si scioglie nella presa diretta del presente, nel momento della fuga finale. Quattro i protagonisti del racconto neomelodico (così il sottotitolo) L' insolita rumba, nome della band con cui sognano di raggranellare qualche soldo suonando canzoni napoletane a matrimoni e feste. E però nella degradata Milano delle periferie, dove vivono l' immigrato napoletano Totò, cantante; Fredo, il cui mondo ruota attorno al basso di papà, a Vale e alla roba che sniffa e spaccia; Ciccio, che ha imparato musica in carcere; Samir, l' immigrato algerino che riversa sulla batteria il ritmo che ha nel sangue. È il racconto d' una amicizia che il girotondo di interventi fa crescere come sogno d' una fuga liberatoria, che passa attraverso l' invito a suonare al matrimonio di Michela, figlia del camorrista Bistecca di cui Totò s' innamora e cui ella s' aggrappa per fuggire, e l' ubriacatura d' un concerto live in una notte di rivolta contro polizia e sfratti. Un passaggio di parole che il sorprendente esordio di Autieri gestisce con scioltezza e tocco felpato, assorbendo nella dizione narrativa anche le finestre su certa periferia milanese a lui ben nota in quanto educatore di strada. Affidando a una lingua soffusamente creola, tra italiano, slang e dialetti e in cui spicca il possesso italiano del volonteroso Samir, il racconto d' un sogno che suona indice di speranza. Ermanno Paccagnini BIAGIO AUTIERI L' insolita rumba ISBN PP. 114, 11
Una lunga assenza ......seguo il blog, ma sono ancora senza collegamento internet post trasferimento in un'altra magione
quanto prima spero di ripristinare i collegamenti
"Chi vota avvelena anche te, digli di smettere"
il 6 e il 7 giugno
ASTIENITI !!!!!!!!!
1) Abolizione della proprietà privata della terra, delle materie prime e degli strumenti di lavoro, perchè nessuno abbia la possibilità di vivere sfruttando il lavoro degli altri , e tutti, avendo garantiti i mezzi per produrre e vivere, siano veramente indipendenti e possano associarsi agli altri liberamente, per l'interesse comune e conformemente alle proprie simpatie.
2)Abolizione dei governi e di ogni potere che faccia le leggi e le imponga agli altri: quindi abolizione delle monarchie,repubbliche,parlamenti,eserciti,polizie,magistratura, ed ogni qualsiasi istituzione dotata di mezzi coercitivi.
3)Organizzazione della vita sociale per opera di libere associazioni e federazioni di produttori e consumatori, fatte e modificate secondo la volontà dei componenti, guidati dalla scienza e dall'esperienza e liberi da ogni imposizione che non derivi dalle necessità naturali a cui ognuno, vinto dal sentimento ineluttabile della necessità, volontariamente si sottomette.
4)Garantiti i mezzi di vita, di sviluppo, di benessere ai fanciulli ed a tutti coloro che sono impotenti a provvedere a loro stessi
5)Guerra alle religioni ed a tutte le menzogne, anche se si nacondono sotto il manto della "scienza". Istruzione garantita a tutti e fino ai suoi gradi più elevati
6)Guerra alle rivalità ed ai pregiudizi patriottici. Abolizione delle frontiere, fratellanza fra tutti i popoli
7)Ricostruzione della famiglia in quel modo che risulterà dalla pratica dell'amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.
Gli Anarchici
Allora mi candido anch'io al premio Strega. Dalle colonne di questo blog.
Se ci sono i premi letterari perchè non concorrere, per tutti i motivi che chiunque può immaginare: incrementare le vendite,notorietà, vantaggi economici ecc..esclusivamente per questo si concorre ai premi, è esclusivamente per questo che i grossi gruppi editoriali già sanno chi far vincere, e non certo per il valore narratio o addirittura letterario dell'opera prescelta. Appunto PRE/scelta, è una prassi antica, è come dire.....tradizione.Daniele Del Giudice si defila scandalizzato dal concorso perchè è mesi che lo danno per vincitore sicuro, e lui non ci sta, si "dimette" dalle colonne di un giornale. Scurati, di cui peraltro ho letto da poco "il sopravvissuto", si autocandida dalle colonne dello stesso giornale, e mi convince. Voglio concorrere anch'io allo "Strega", ho riletto il mio lavoro "L'insolita Rumba" e alla terza pagina ho deciso. E' ottimo per un concorso come lo strega, naturalmente non ce l'ho fatta a finirlo, mi escono "rumbe insolite" dalle orecchie ormai, ma il racconto vale, ha la possibilità di concorrere. Le molte recensioni di questi mesi sono tutte elogiative, sia della scrittura che della storia che racconto,le vendite non lo so perchè ISBN, l'editore con cui ho pubblicato, non mi ha ancora comunicato nulla in merito, ma davvero ho avuto un riscontro positivo tutte le volte che ho presentato il libro. C'è stato dibattito, interesse. Allora mi candido anch'io al premio Strega. Dalle colonne di questo blog. Mi autocandido senza inviare copie da far leggere alla giuria, che se li comprino i libri se sono davvero interessati a premiare il meglio della narrativa in libreria negli ultimi tempi. E' vero non solo i premi sono di proprietà dei grossi gruppi editoriali, anche le classifiche, lo sappiamo tutti. Allora mi autoproclamo primo nella classifica : "narrativa italiana" e terzo nella "generale". Naturalmente lo faccio dalle colonne di questo blog......quante cose si possono fare dalle colonne di questi blog, dalle colonne dei giornali, ovunque. Poi le decisioni le prendono sempre gli stessi. Sembra si chiami Potere
il tempo della vita è breve, se viviamo, viviamo per calpestare i re